La discesa sembra finita, ma la risalita, soprattutto per le imprese manifatturiere di piccole dimensioni, appare lenta e faticosa e questo fa presumere che, per vedere finalmente il segno “più” davanti ai principali indicatori economici, occorrerà attendere la seconda metà del 2010. Buone invece le previsioni di aumento dell’export da parte delle medie imprese.
È quanto mostra la consueta indagine trimestrale sulle imprese fino a 500 dipendenti appartenenti ai diversi settori manifatturieri, realizzata dal Centro studi Unioncamere.
Produzione e fatturato nel IV trimestre 2009
Prosegue il percorso di ripresa della produzione e del fatturato dell’industria nazionale. Pur restando su valori negativi, il confronto con il precedente trimestre mostra un miglioramento dei risultati conseguiti tra ottobre e dicembre scorsi e lo stesso periodo del 2008 di oltre 3 punti percentuali sia nella produzione (-9,7% contro il –12,9% del III trimestre) che nel fatturato (–10,2% contro il –13,4% del periodo luglio-settembre). Il miglioramento riguarda soprattutto l’andamento delle imprese con oltre 50 dipendenti (-7,3% la produzione e –8,1% il fatturato rispetto ai valori negativi a due cifre del III trimestre), mentre le imprese più piccole segnalano ancora andamenti negativi a doppia cifra (rispettivamente –12,3% e –12,5%). A livello territoriale, Centro e Mezzogiorno mettono a segno i risultati migliori rispetto alla media, mentre per le due ripartizioni del Nord il calo si attesta a poco più del 10% sia per la produzione che per il fatturato. Tra i settori, si nota nel complesso un leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente, anche se in tutti i comparti il segno resta ancora negativo. L’Alimentare e la Filiera dell’energia si confermano essere i settori che riescono a conseguire i risultati migliori, seguiti dalle Industrie chimiche e delle materie plastiche. Le Industrie meccaniche, il Sistema Moda e quello del Legno e del mobile mantengono perdite intorno all’11% per la produzione e al 10-12% per il fatturato. Il risultato peggiore di fine anno è però quello delle Industrie dei metalli, che chiudono il IV trimestre con una contrazione del –17,4% della produzione e del –19,1% del fatturato.
Ordinativi
Anche sul fronte degli ordinativi il cielo sull’industria sembra rischiararsi: -10,1% il risultato di fine anno, 3,4 punti percentuali in più di quanto registrato nel III trimestre. Pure in questo caso la media è espressione di un migliore andamento delle imprese con oltre 50 dipendenti rispetto a quelle di dimensione più piccola (-7,6% contro –12,7%) e di un più positivo andamento degli ordinativi per le imprese del Centro e del Mezzogiorno.
Export
Sul fronte delle esportazioni il miglioramento è generalizzato e la dimensione delle imprese fa meno la differenza. Il valore medio nazionale, pari a –8,1% (1,1 i punti percentuali di recupero rispetto al trimestre precedente) è infatti la media tra il –8,0% delle imprese con oltre 50 dipendenti e il –8,2% delle imprese minori. A livello territoriale, se il Centro ottiene il risultato meno negativo (-6,0%), il Nord-Est occupa la seconda posizione, registrando un calo del –7,2% e recuperando quasi due punti percentuali rispetto allo scorso trimestre.
A livello settoriale, da segnalare la contenuta riduzione, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, delle Industrie alimentari (-0,8%), in continuità con il recente passato. Recuperano inoltre le esportazioni delle industrie elettriche ed elettroniche (-3,9%, era il –9,6% nel III trimestre), di quelle chimiche e delle materie plastiche (-4,8%, era il –6,8%) e delle Altre industrie (-5,0%, contro il –7,1%).
Gli investimenti nel 2009
Non si è arresa alla crisi la manifattura italiana nel 2009: il 39% delle imprese (contro il 36% del 2008) ha infatti investito in attesa di una ripresa del ciclo economico. Di questo 39%, inoltre, una quota pari a oltre un terzo ha aumentato il valore degli investimenti, puntando principalmente sull’acquisto di impianti e macchinari nuovi o innovativi rispetto al passato. A investire sull’innovazione sono state più le medie (50%) che le piccole imprese (26%), sebbene in quest’ultimo caso gli sforzi di investimento siano stati superiori rispetto a quanto effettuato nel 2008.
L’artigianato
Ancora in difficoltà risulta il comparto artigiano, che però tende a ridurre la distanza dalle performance dell’industria manifatturiera di piccole e medie dimensioni. Produzione e fatturato segnano nel quarto trimestre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rispettivamente –12,7% e il –12,1%, in miglioramento tuttavia rispetto ai valori registrati nel trimestre precedente (che superavano il –16%). Anche gli ordinativi migliorano di 3,5 punti percentuali, risultando in calo del 12,7%. Un lieve arretramento rispetto al terzo trimestre si registra sul fronte dell’export, dove il risultato di fine anno (-8,6%) appare peggiorativo rispetto al -7,0% registrato tra luglio e settembre.
Le previsioni per il I trimestre 2010
Moderazione è la parola chiave usata dagli imprenditori nel prevedere gli andamenti del I trimestre dell’anno. Ammonta infatti a +2 il saldo complessivo nazionale tra aspettative di crescita e di diminuzione della produzione e a +1 quelle relative al fatturato. Più positive le previsioni relative alla produzione nel prossimo trimestre delle imprese del Centro e del Nord-Ovest (rispettivamente +9 e +5 il saldo), mentre Nord-Est (-1) e soprattutto il Sud (-10) manifestano maggiori perplessità. Non male il bilancio dei settori: le più convinte dell’approssimarsi della ripresa appaiono le Industrie chimiche e delle materie plastiche (+25 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione della produzione e del fatturato) e le Industrie elettriche ed elettroniche (+13 e +17), oltre al Sistema moda, in cui il saldo è pari rispettivamente a +5 e +4. In alcuni casi, invece, le attese di diminuzione superano quelle di aumento in entrambi gli indicatori (è il caso delle Industrie dei metalli e delle Altre industrie).
Ma è guardando le differenti attese delle medie imprese rispetto alle dimensioni più piccole che si colgono i tempi “differenti” della ripresa economica. Se per le aziende con meno di 50 dipendenti il saldo tra previsioni di crescita e di diminuzione della produzione e del fatturato è negativo, per quelle con oltre 50 dipendenti è positivo. A incidere su questo diverso atteggiamento sono le attese di aumento degli ordinativi esteri, che per le medie imprese, più votate al commercio internazionale, appaiono più concrete e prossime.